Siamo giunte ormai al quarto anno di vita del nostro blog e abbiamo deciso di festeggiarlo con la pubblicazione del centesimo lavatoio.
Questa volta ci siamo messe d'impegno e siamo andate in cerca di uno dei lavatoi più strani della regione. Trovarlo è stata la giusta ricompensa di una ricerca degna di una caccia al tesoro! E le (poche) fonti storiche e testimonianze ci hanno aiutato a capire perché raggiungerlo non sia stato semplice.
È arrivato il momento di svelare il nome e la posizione dell'ambita meta: lavatoio di Roiano, a Trieste.
Lasciata Piazza Tra i Rivi raggiungibile con l'autobus o con una camminata di una decina di minuti dalla stazione dei treni, si inizia a percorrere una strada in salita, via dei Moreri. Mano a mano che il fiato cala, diminuisce anche la larghezza della strada, ma non la pendenza! Ci si consola guardando verso il mare che compare in qualche scorcio tra le case e che quel giorno era di un blu molto intenso. Ad un certo punto sulla destra si trova una stradina che sembra diventi privata, talmente si infila fra le case. E invece no! È proprio da quella parte che si deve passare per raggiungere il sentiero che si addentra in una zona boschiva e poi conduce al lavatoio.
Siamo a poche centinaia di metri dalla stazione dei treni e dal centro della città di Trieste, ma sembra di essere in mezzo a un vero e proprio bosco, con tanto di ruscello che scende a valle costeggiando il sentiero.
Va detto che non è praticabilissimo; dopo la prima parte si pensa che il sentiero termini e invece continua dietro la curva diventando un tracciato, secondo noi, non adatto a tutti. Ricoperto gran parte dalla vegetazione segue le curve del rio Rosani, con tanto di “precipizio” da un lato e muraglia di terreno dall'altro, quindi bisogna fare attenzione.
Una volta raggiunta la destinazione si può finalmente ammirare questo particolarissimo lavatoio della seconda metà del 1800: è inserito in una vera e propria grotta costruita con pietre di arenaria e l'entrata è rappresentata da un uscio a forma rettangolare.
Le donne che giungevano sul posto potevano utilizzare le sei postazioni con i grezzi piani di lavaggio in pietra inclinati verso l'acqua proveniente dal rio. Osservando alcune vecchie foto si intuisce che per accedere c'era almeno un'asse di legno, ora non c'è più e l'ingresso è piuttosto complicato: è necessario saltare praticamente dentro e per uscire è meglio farsi dare una mano (letteralmente!).
Internamente a lato dell'ingresso qualcuno ha lasciato un piccolo rosario: che sia di buon auspicio per il recupero di questo particolare luogo!
Cercando notizie abbiamo scoperto che una volta c'era un ponte che portava ai lavatoi e che il sentiero nel tempo è franato.
Siamo molto felici e fiere per aver visto con i nostri occhi un sito che avevamo visto solo in fotografia, dalle quali già si poteva immaginare la particolarità del luogo. Certo, non è proprio dietro l'angolo, ma ne è valsa la pena.
Nome
Lavatoio di Roiano
Comune
Trieste
Restauro
Conservato
Struttura
Inserito in una grotta presenta 6 piani di lavaggio in pietra.
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Questo lavatoio si trova a pochi minuti (a piedi) dal quartiere Roiano. È curioso pensare che in questa vallata all'inizio del 1800 c'erano solamente poche case (un centinaio) e pochi abitanti; mentre oggi si parla di un quartiere con oltre 4000 abitanti, fra i quali non si può dimenticare la notissima astrofisica e divulgatrice scientifica italiana Margherita Hack.